Con la presente comunicazione vorrei evidenziare un aspetto importante che potrebbe modificare negativamente la futura viabilità da/per la stazione ferroviaria di Mira Buse e più propriamente per le vie che verranno interessate da un notevole aumento di traffico se l’Amministrazione di Mira non provvederà a modificare la viabilità scaricando tutto il traffico “esterno” verso la nuova bretella che collega la stazione con la rotonda “Mira Lanza” così come stabilito in commissione Lavori Pubblici. In qualità di cittadino del comune di Mira e abitante in via della Ferrovia a Mira Buse, in sede di commissione “ero consigliere comunale con l’amministrazione del Sindaco Marcato R.” pretesi che tutto il traffico dei non residenti fosse deviato sulla nuova strada evitando di gravare sulle vie laterali; la richiesta fu approvata a larga maggioranza e registrata. Oggi che la nuova bretella non è ancora stata aperta e il sistema ferroviario “Metropolitana di superficie” è in stand-by, noto la mancanza della cartellonistica verticale che dovrebbe regolamentare il traffico. Non rimane altro che aspettare l’apertura della strada collegata alla nuova bretella e se questo comporterà comunque un aumento del traffico nelle via interne, sarà opportuno richiamare l’Amministrazione perché onori gli impegni assunti a suo tempo e nel caso venissero disattesi, avviare nuove forme di protesta per riportare la sicurezza nel quartiere. Auspico che i miei dubbi siano infondati, se sarà così mi sono sbagliato su questa Amministrazione.
Cordiali saluti
Mario Bregantin
venerdì 20 giugno 2008
Prima riunione del comitato

Ha ottenuto un'ottima partecipazione la prima riunione del comitato Mira Buse-Mira Sud ieri sera. Una cinquantina di cittadini si sono ritrovati nella piazzetta di fronte al ex bar Capriccio per discutere insieme i problemi del territorio. Si è ragionato sulla difficile situazione dell'inquinamento falde acquifere, come della viabilità nelle vie urbanee della frazione e la scarsa cura del verde pubblico.
Una partecipazione attiva e un forte senso civico hanno caratterizzato l'assemblea, segno che la formazione di un comitato cittadino era giocoforza voluta e dovuta.
Hanno partecipato anche esponenti politici, in qualità di cittadini come Cesare Renier e il segretario comunale dei Verdi Bortolato, testimoniando come le consulte di frazione facenti parte delle liste programmatiche dell'attuale amministrazione, siano valutate positivamente come mezzo di dialogo col cittadino.
E lo scopo del nostro comitato, lo abbiamo più volte ricordato, è basato proprio sulla comunicazione con la Pubblica Amministrazione e nella finalità primaria di risolvere i problemi del nostro territorio.
Alla luce di queste considerazioni si stanno raccogliendo ancora firme di adesione presso la fioreria "L'ape e il Fiore", le quali verrano presentate al Sindaco e gli Assessori preposti unitamente alla richiesta di un incontro pubblico.
Allora non mancate, ricordatevi che la vostra adesione è importante!!
Una partecipazione attiva e un forte senso civico hanno caratterizzato l'assemblea, segno che la formazione di un comitato cittadino era giocoforza voluta e dovuta.
Hanno partecipato anche esponenti politici, in qualità di cittadini come Cesare Renier e il segretario comunale dei Verdi Bortolato, testimoniando come le consulte di frazione facenti parte delle liste programmatiche dell'attuale amministrazione, siano valutate positivamente come mezzo di dialogo col cittadino.
E lo scopo del nostro comitato, lo abbiamo più volte ricordato, è basato proprio sulla comunicazione con la Pubblica Amministrazione e nella finalità primaria di risolvere i problemi del nostro territorio.
Alla luce di queste considerazioni si stanno raccogliendo ancora firme di adesione presso la fioreria "L'ape e il Fiore", le quali verrano presentate al Sindaco e gli Assessori preposti unitamente alla richiesta di un incontro pubblico.
Allora non mancate, ricordatevi che la vostra adesione è importante!!
mercoledì 18 giugno 2008
Incontro Comitato giovedi 19 giugno 2008 ore 21.00
sabato 14 giugno 2008
Mira Buse:zona sotto sequestro
2008-06-09 17:05
Ambiente: inquinamento falda, sequestrata area a Mira
Possibile presenza di rifiuti tossici interrati (ANSA) - VENEZIA, 9 GIU
Una vasta area del territorio di Mira (Venezia) e' stata posta sotto sequestro dopo l'accertamento dell'inquinamento della falda acquifera. Con metodologie di telerilevamento era stata individuata sotto l'area la possibile presenza di rifiuti tossici interrati (probabilmente in bidoni) tra la fine degli anni '60 e i primi anni '90. L'area si trova nei pressi della bretella di collegamento con la Romea, tra Porto Menai e l'incrocio con via Fornace e via Sant'Antonio.
Mi sono recata il giorno dopo nella zona per vedere e scattare qualche foto, immaginando di trovare un'area barricata e dove vi fosse ben segnalato il divieto d'accesso. La mia impressione però è stata tutt'altra: la zona era delimitata da un nastro (che con il vento si stava anche staccando) e le segnalazioni della guardia di finanza erano poche e scarsamente visibili, tant'è che la suddetta zona sequestrata, il parcheggio, era come sempre occupata dalle auto in sosta(??).
Se è vero che la Guardia di Finanza mette sottosequestro una ben determianta area, non può che significare che sono in corso accertamenti sulla pericolosità tossica della stessa. Allora com'è che non è così?
L'impressione è che si stia sminuendo un problema, che invece è molto grave.
E' compito allora dei cittadini, anche attraverso l'organismo del comitato a far si che si approfondisca la situazione e non si sottovaluti il problema, rendendo evidente il più possibile dati ed informazioni corrette, al di là di qualunque interesse...
Sulla base di questi ed altri quesiti abbiamo scelto di far partire la nostra attività di sensibilizzazione, perchè crediamo nel nostro territorio e vogliamo viverlo con sempre più serenità.
Novità al comitato
Stiamo programmando una riunione del comitato per raccogliere idee ed opinioni in merito alla questione "inquinamento falde " con la prospettiva di presentare all'amministrazione in un prossimo incontro pubblico gli interrogativi fondamentali sulla questione, per fare luce sulle problematiche ed ottenere possibili risposte ai nostri quesiti.
Vi comunicheremo al più presto la data fissata e nel frattempo non esitate a contattarci anche in questo pubblico spazio.
Vi comunicheremo al più presto la data fissata e nel frattempo non esitate a contattarci anche in questo pubblico spazio.
martedì 10 giugno 2008
Trent'anni di veleni sotto la Bretella Benkiser
Dal Gazzettino di oggi:
"MIRA La tecnica del telerilevamento ha accertato la presenza di bidoni o contenitori pieni di rifiuti tossico-nocivi interrati tra gli anni ’60 e ’90
Trent'anni di veleni sotto la bretella Benckiser
L’area è stata posta sotto sequestro: i livelli di arsenico sono mille volte superiori ai limiti, quelli di nichel quattrocento.
Discarica abusiva nel cuore di Mira, sequestrato il parcheggio adiacente la bretella Benckiser. Bidoni interrati contenenti sostanze tossico-nocive, tra cui arsenico e nichel, nel parcheggio dell'ex Mira Lanza. Questa la motivazione che ieri mattina ha spinto la Guardia di Finanza di Venezia a far scattare i sigilli attorno al parcheggio ad uso pubblico di proprietà della Nuova Edilizia, dal capannone di Compagnia Immobiliare Incotex, e da parte del capannone di proprietà Life in locazione alla Reckitt Benckiser, nei pressi della bretella di collegamento con la Romea, tra Porto Menai e l'incrocio con via Fornace e via Sant'Antonio.
La Reckitt-Benckiser esprime massima disponibilità alle indagini. Lo scorso anno il sindaco Michele Carpinetti aveva emesso un'ordinanza vietando qualsiasi uso dell'acqua proveniente dalla falda e dai pozzi artesiani presenti lungo la bretella e per un raggio di 500 metri. All'origine del divieto i riscontri dell'Arpav e dell'Asl 13 su concentrazioni di elementi inquinanti nell'area a parcheggio vicina alla nuova bretella, probabile causa dell'inquinamento della falda freatica sotterranea. Le successive indagini della Divisione aerea della Guardia di Finanza di Venezia, su mandato della Procura della Repubblica, hanno evidenziato, con le metodologie del telerilevamento, una verosimile "presenza di rifiuti tossici interrati con ogni probabilità tra la fine degli anni '60 e i primi anni '90, con la presenza di sagome riferibili con un significativo grado di probabilità a bidoni o contenitori similari".
Le analisi condotte in questi ultimi mesi dall'Arpav hanno confermato un grave stato di contaminazione, in particolare riguardo la "concentrazione di arsenico, di mille volte superiore alla concentrazione tollerata, e di nichel, superiore 140 volte il consentito". Da qui il sequestro dell'area che delimita con certezza l'area interessata dall'inquinamento, che sarà oggetto di ulteriori indagini.
Il sequestro dell'area comunque non interromperà l'attività delle industrie dell'area. Quando inizieranno i rilevamenti, la messa in sicurezza dell'area e la bonifica verranno presi altri provvedimento. Ora la Procura dovrà indagare sulle eventuali responsabilità dell'interramento di materiali nocivi.
«Già lo scorso agosto - sottolinea Waldemar Golebiewski, direttore dello stabilimento Reckitt Benckiser di Mira - ci siamo resi disponibili a collaborare con le autorità competenti e a sostenere verifiche e indagini necessarie all'identificazione delle cause e delle responsabilità all'origine del fatto. Abbiamo promosso analisi per verificare eventuali potenzialità di disagio e garantire la sicurezza all'interno e all'esterno del sito, coinvolgendo autorevoli ricercatori ed esperti indipendenti. Malgrado sia l'azienda stessa, al pari di tutti i miresi, sia colpita dal problema, confermiamo la piena cooperazione con tutti gli enti e le autorità preposte e ci rendiamo disponibili ad ogni intervento utile a velocizzare i tempi ed agevolare le verifiche, sostenendo i costi relativi a ulteriori indagini e relative analisi a cura di Arpav sul territorio, programmati nel mese di giugno».Luisa Giantin"
"IL SITO L'ex deposito Mira Lanza
Mira
(L.G.) In quell'area, i più anziani, ricordano che c'era un magazzino-deposito della Mira Lanza. Molte le proprietà che si sono succedute alla guida dell'azienda di detersivi tra la fine degli anni '60 e i primi anni '90, ossia nel periodo in cui la Guardia di Finanzia ipotizza siano stati interrati i materiali contenenti alte concentrazioni di arsenico e nichel. Negli anni '60 la Mira Lanza era l'azienda leader in Italia nella produzione di detersivi, molti ricordano i personaggi del Carosello come l'Olandesina o Calimero.
Nei primi anni '70 la società passò in mano a Carlo Bonomi, della Bi-Invest, che a metà degli anni '80 decise di vendere la Mira Lanza alla Montedison. La Montedison, che all'epoca generava oltre 12mila miliardi di ricavi in lire, era nel mezzo di una grande ristrutturazione, ma era opinione comune che la Mira Lanza fosse più sicura in un gruppo industriale dedicato alla chimica piuttosto che ad un'immobiliare come la Bi-Invest.
Qualche anno dopo la Montedison, e quindi la Mira Lanza, passa alla proprietà di Gardini e verso la fine degli anni '80 al gruppo Ferruzzi. Solo nel novembre del 1988 la Ferruzzi cede la Mira Lanza alla Benckiser, oggi Reckitt-Benckiser, leader mondiale nella produzione di prodotti per la pulizia della casa.
l.g."
"LE REAZIONI
Carpinetti: «Ora puntiamo a mettere in sicurezza l'area e a bonificarla»
Mira
(L.G.) «Un sequestro cautelativo che non pregiudica le attività produttive dell'area interessata e che contribuisce a circoscrivere la zona interessata dall'inquinamento». È stato il sindaco Michele Carpinetti a dare ieri la notizia del sequestro dell'area adiacente il parcheggio Reckitt-Benckiser.
«Un anno fa, a fine agosto - spiega Carpinetti - abbiamo emesso l'ordinanza di divieto di utilizzo della falda freatica e dei pozzi artesiani lungo la bretella per sospetto inquinamento. La Guardia di Finanza su ordine della Procura ha circoscritto l'area che potrebbe essere la causa dell'inquinamento della falda comunicando di aver rilevato anche presenza di rifiuti tossici interrati con la presenza di sagome, forse bidoni. Anche l'azienda nella conferenza di servizi di maggio ha dato la disponibilità ad ulteriori campionamenti. A noi interessano ora due cose: mettere in sicurezza l'area e bonificarla per garantire l'incolumità dei lavoratori e dei cittadini. L'unico pericolo per i residenti è venire a contatto con l'acqua della falda contaminata, per questo vigileremo affinchè l'ordinanza venga rispettata. Ci attiveremo in tutti i modi per difendere e tutelare il nostro territorio».
Preoccupati anche i sindacati. «La giustizia deve fare il suo corso - hanno ribadito Massimo Meneghetti, segretario Femca-Cisl e Coletti della - Fortunatamente il sequestro permette il mantenimento dell'attività lavorativa. Certo è da capire quanto questi rifiuti sotterrati siano pericolosi, se i lavoratori sono sopra una polveriera o sopra un sito che va comunque urgentemente messo in sicurezza»."
"MIRA La tecnica del telerilevamento ha accertato la presenza di bidoni o contenitori pieni di rifiuti tossico-nocivi interrati tra gli anni ’60 e ’90
Trent'anni di veleni sotto la bretella Benckiser
L’area è stata posta sotto sequestro: i livelli di arsenico sono mille volte superiori ai limiti, quelli di nichel quattrocento.
Discarica abusiva nel cuore di Mira, sequestrato il parcheggio adiacente la bretella Benckiser. Bidoni interrati contenenti sostanze tossico-nocive, tra cui arsenico e nichel, nel parcheggio dell'ex Mira Lanza. Questa la motivazione che ieri mattina ha spinto la Guardia di Finanza di Venezia a far scattare i sigilli attorno al parcheggio ad uso pubblico di proprietà della Nuova Edilizia, dal capannone di Compagnia Immobiliare Incotex, e da parte del capannone di proprietà Life in locazione alla Reckitt Benckiser, nei pressi della bretella di collegamento con la Romea, tra Porto Menai e l'incrocio con via Fornace e via Sant'Antonio.
La Reckitt-Benckiser esprime massima disponibilità alle indagini. Lo scorso anno il sindaco Michele Carpinetti aveva emesso un'ordinanza vietando qualsiasi uso dell'acqua proveniente dalla falda e dai pozzi artesiani presenti lungo la bretella e per un raggio di 500 metri. All'origine del divieto i riscontri dell'Arpav e dell'Asl 13 su concentrazioni di elementi inquinanti nell'area a parcheggio vicina alla nuova bretella, probabile causa dell'inquinamento della falda freatica sotterranea. Le successive indagini della Divisione aerea della Guardia di Finanza di Venezia, su mandato della Procura della Repubblica, hanno evidenziato, con le metodologie del telerilevamento, una verosimile "presenza di rifiuti tossici interrati con ogni probabilità tra la fine degli anni '60 e i primi anni '90, con la presenza di sagome riferibili con un significativo grado di probabilità a bidoni o contenitori similari".
Le analisi condotte in questi ultimi mesi dall'Arpav hanno confermato un grave stato di contaminazione, in particolare riguardo la "concentrazione di arsenico, di mille volte superiore alla concentrazione tollerata, e di nichel, superiore 140 volte il consentito". Da qui il sequestro dell'area che delimita con certezza l'area interessata dall'inquinamento, che sarà oggetto di ulteriori indagini.
Il sequestro dell'area comunque non interromperà l'attività delle industrie dell'area. Quando inizieranno i rilevamenti, la messa in sicurezza dell'area e la bonifica verranno presi altri provvedimento. Ora la Procura dovrà indagare sulle eventuali responsabilità dell'interramento di materiali nocivi.
«Già lo scorso agosto - sottolinea Waldemar Golebiewski, direttore dello stabilimento Reckitt Benckiser di Mira - ci siamo resi disponibili a collaborare con le autorità competenti e a sostenere verifiche e indagini necessarie all'identificazione delle cause e delle responsabilità all'origine del fatto. Abbiamo promosso analisi per verificare eventuali potenzialità di disagio e garantire la sicurezza all'interno e all'esterno del sito, coinvolgendo autorevoli ricercatori ed esperti indipendenti. Malgrado sia l'azienda stessa, al pari di tutti i miresi, sia colpita dal problema, confermiamo la piena cooperazione con tutti gli enti e le autorità preposte e ci rendiamo disponibili ad ogni intervento utile a velocizzare i tempi ed agevolare le verifiche, sostenendo i costi relativi a ulteriori indagini e relative analisi a cura di Arpav sul territorio, programmati nel mese di giugno».Luisa Giantin"
"IL SITO L'ex deposito Mira Lanza
Mira
(L.G.) In quell'area, i più anziani, ricordano che c'era un magazzino-deposito della Mira Lanza. Molte le proprietà che si sono succedute alla guida dell'azienda di detersivi tra la fine degli anni '60 e i primi anni '90, ossia nel periodo in cui la Guardia di Finanzia ipotizza siano stati interrati i materiali contenenti alte concentrazioni di arsenico e nichel. Negli anni '60 la Mira Lanza era l'azienda leader in Italia nella produzione di detersivi, molti ricordano i personaggi del Carosello come l'Olandesina o Calimero.
Nei primi anni '70 la società passò in mano a Carlo Bonomi, della Bi-Invest, che a metà degli anni '80 decise di vendere la Mira Lanza alla Montedison. La Montedison, che all'epoca generava oltre 12mila miliardi di ricavi in lire, era nel mezzo di una grande ristrutturazione, ma era opinione comune che la Mira Lanza fosse più sicura in un gruppo industriale dedicato alla chimica piuttosto che ad un'immobiliare come la Bi-Invest.
Qualche anno dopo la Montedison, e quindi la Mira Lanza, passa alla proprietà di Gardini e verso la fine degli anni '80 al gruppo Ferruzzi. Solo nel novembre del 1988 la Ferruzzi cede la Mira Lanza alla Benckiser, oggi Reckitt-Benckiser, leader mondiale nella produzione di prodotti per la pulizia della casa.
l.g."
"LE REAZIONI
Carpinetti: «Ora puntiamo a mettere in sicurezza l'area e a bonificarla»
Mira
(L.G.) «Un sequestro cautelativo che non pregiudica le attività produttive dell'area interessata e che contribuisce a circoscrivere la zona interessata dall'inquinamento». È stato il sindaco Michele Carpinetti a dare ieri la notizia del sequestro dell'area adiacente il parcheggio Reckitt-Benckiser.
«Un anno fa, a fine agosto - spiega Carpinetti - abbiamo emesso l'ordinanza di divieto di utilizzo della falda freatica e dei pozzi artesiani lungo la bretella per sospetto inquinamento. La Guardia di Finanza su ordine della Procura ha circoscritto l'area che potrebbe essere la causa dell'inquinamento della falda comunicando di aver rilevato anche presenza di rifiuti tossici interrati con la presenza di sagome, forse bidoni. Anche l'azienda nella conferenza di servizi di maggio ha dato la disponibilità ad ulteriori campionamenti. A noi interessano ora due cose: mettere in sicurezza l'area e bonificarla per garantire l'incolumità dei lavoratori e dei cittadini. L'unico pericolo per i residenti è venire a contatto con l'acqua della falda contaminata, per questo vigileremo affinchè l'ordinanza venga rispettata. Ci attiveremo in tutti i modi per difendere e tutelare il nostro territorio».
Preoccupati anche i sindacati. «La giustizia deve fare il suo corso - hanno ribadito Massimo Meneghetti, segretario Femca-Cisl e Coletti della - Fortunatamente il sequestro permette il mantenimento dell'attività lavorativa. Certo è da capire quanto questi rifiuti sotterrati siano pericolosi, se i lavoratori sono sopra una polveriera o sopra un sito che va comunque urgentemente messo in sicurezza»."
domenica 8 giugno 2008
Ma....Mira, è in Campania ?
Solo a vedere in attività i mezzi mentre scavavano e interravano di continuo vicino a casa mia, andavo in visibilio, tant'è che mia madre viveva con l'angoscia che potessi avvicinarmi troppo e cadere in una delle buche profonde, realizzate per poter interrare i rifiuti provenienti dallo stabilimento "Mira Lanza" tramite un tale soprannominato "Memi",che con il suo camioncino rosso mod "OM Lupetto" faceva spola un paio di volte al giorno e varie persone si contendevano a volte litigando, il territorio sul quale rovistare per poter recuperare tra vari tipi di rifiuti qualche pezzo di sapone che per diversi motivi era considerato non vendibile e quindi scartato. A volte la "raccolta" andava bene e si vedevano visi conpiaciuti di chi aveva nel garage di casa scorte di detersivi e saponi per i prossimi 30 anni, altre volte invece arrivava il guardiano allontanando i pretendenti e seguiva una ruspa a interrare tutto il "ben-di-dio"
A questo spettacolo avevo ormai fatto l'abitudine e con qualche amichetto mi recavo nella "BUSA" con la fionda a caccia di lampadine e tubi al neon che galleggiavano nel liquame nerastro che ristagnava a qualche metro dalla zona di raccolta. Certi giorni, in condizioni di bassa pressione si avvertivano da casa degli odori da far girare la testa e malgrado ciò la raccolta continuava.
L'escavo era partito dalla zona più vicina alla fabbrica per arrivare fino a quella che ora è la zona che incrocia via S. Antonio con via Fornace, posto in cui la "BUSA " aveva dimensioni di una trentina di metri di diametro per una profondità di cinque/otto, nella quale periodicamente compariva l'escavatore a interrare vecchi rifiuti e aprire nuovi varchi liberi nel terreno/fanghiglia attiguo.
Tutto questo accadeva durante gli anni 70 poi, nei primi 80 si è visto trasformare quello che prima era un territorio demarcato con qualche cartello "proprietà Mira Lanza" in una zona non più accessibile perchè vi fu eretta una mura alta circa quattro metri della quale ve ne esiste ancora un piccolo spezzone.Finita la cuccagna, non si poteva raccogliere più nulla....Ricordo addirittura che tra le giunture delle lastre di cemento furono stuccate le fessure per poter impedire di osservare quello che accadeva dalla parte interna. Abitando a qualche decina di metri non potevo però fare a meno di udire di tanto in tanto il rumore di qualche mezzo operatore in azione. Si videro poi spuntare dalla parte interna alla mura di recinzione le cime di alberi piantumati forse per dare l'immagine di un'oasi.
Finirono gli anni 80 con una situazione di crisi dello stabilimento che dopo varie vicissitudini fu risolta modificando il tipo di produzione, chiudendo alcuni reparti, importando materie prime da altri stabilimenti e stringendo alcuni accordi con l'allora amministrazione comunale "Volpe" che prevedeva tra le tante cose, anche quella di arretrare lo stabilimento dal Naviglio del Brenta e la creazione di un magazzino che rendeva necessario un collegamento per il traffico pesante senza gravare sulla già trafficata SS 11.Fu cosi che nei primi anni 90 si udirono altri mezzi in azione e dopo qualche mese di intensa attività si vide oltre la mura la sagoma del magazzino,quella della Daina, e l'Incotex; poi alla fine fu tolta la mura.
Mi ricordo che quando erano iniziati i lavori scoppiarono delle polemiche sulla legittimità di costruire sopra un sito di discarica e a tal proposito uscirono degli articoli sui giornali, forse facendo delle ricerche si può risalire a qualche altro dettaglio e nome.
A questo spettacolo avevo ormai fatto l'abitudine e con qualche amichetto mi recavo nella "BUSA" con la fionda a caccia di lampadine e tubi al neon che galleggiavano nel liquame nerastro che ristagnava a qualche metro dalla zona di raccolta. Certi giorni, in condizioni di bassa pressione si avvertivano da casa degli odori da far girare la testa e malgrado ciò la raccolta continuava.
L'escavo era partito dalla zona più vicina alla fabbrica per arrivare fino a quella che ora è la zona che incrocia via S. Antonio con via Fornace, posto in cui la "BUSA " aveva dimensioni di una trentina di metri di diametro per una profondità di cinque/otto, nella quale periodicamente compariva l'escavatore a interrare vecchi rifiuti e aprire nuovi varchi liberi nel terreno/fanghiglia attiguo.
Tutto questo accadeva durante gli anni 70 poi, nei primi 80 si è visto trasformare quello che prima era un territorio demarcato con qualche cartello "proprietà Mira Lanza" in una zona non più accessibile perchè vi fu eretta una mura alta circa quattro metri della quale ve ne esiste ancora un piccolo spezzone.Finita la cuccagna, non si poteva raccogliere più nulla....Ricordo addirittura che tra le giunture delle lastre di cemento furono stuccate le fessure per poter impedire di osservare quello che accadeva dalla parte interna. Abitando a qualche decina di metri non potevo però fare a meno di udire di tanto in tanto il rumore di qualche mezzo operatore in azione. Si videro poi spuntare dalla parte interna alla mura di recinzione le cime di alberi piantumati forse per dare l'immagine di un'oasi.
Finirono gli anni 80 con una situazione di crisi dello stabilimento che dopo varie vicissitudini fu risolta modificando il tipo di produzione, chiudendo alcuni reparti, importando materie prime da altri stabilimenti e stringendo alcuni accordi con l'allora amministrazione comunale "Volpe" che prevedeva tra le tante cose, anche quella di arretrare lo stabilimento dal Naviglio del Brenta e la creazione di un magazzino che rendeva necessario un collegamento per il traffico pesante senza gravare sulla già trafficata SS 11.Fu cosi che nei primi anni 90 si udirono altri mezzi in azione e dopo qualche mese di intensa attività si vide oltre la mura la sagoma del magazzino,quella della Daina, e l'Incotex; poi alla fine fu tolta la mura.
Mi ricordo che quando erano iniziati i lavori scoppiarono delle polemiche sulla legittimità di costruire sopra un sito di discarica e a tal proposito uscirono degli articoli sui giornali, forse facendo delle ricerche si può risalire a qualche altro dettaglio e nome.
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